Tips&Tricks

Suggerimenti pratici per fotografare al meglio i bambini, stando a casa

Piccolo manuale di sopravvivenza all’isolamento da COVID-19

Stiamo vivendo delle settimane strane, per la maggior parte di noi e delle persone che conosciamo questo significa stare chiusi in casa, senza uscire per andare al lavoro, asili e scuole chiuse.
Sicuramente la prova più dura a cui è stata sottoposta la nostra generazione: all’improvviso, senza preavviso, senza la possibilità di preparare la mente e l’umore all’evento, in nessun modo.

Mi ricorderò sempre le parole di un mio caro amico che raccontava di sua madre uscita indenne dal terremoto del Friuli: da quel momento, lei vive conservando sotto il letto una valigia con beni di prima necessità, poco cibo, qualche soldo, un po’ di biancheria di ricambio. Lei ora vive in provincia di Milano, ma il ricordo e il trauma sono stati così forti che il pensiero di quella valigia, lì pronta in caso di emergenza, costituisce un sollievo. E una certezza.
E noi, usciti da tutto questo, cosa metteremo in quella simbolica valigia di emergenza?

Passando molto tempo a casa con i bimbi, potrebbero crearsi delle ottime occasioni per fotografarli, per trasformare questo periodo in un’interessante raccolta di immagini uniche.
Visto che non posso farlo io, visto che non potete portarli in studio da me, visto che io non posso entrare nelle vostre case, perché non lo fate voi?

Ecco quindi una piccola raccolta di TIPS&TRICKS, piccoli suggerimenti facili e pratici per migliorare le tue fotografie domestiche. Sarò molto semplice, non ha senso dilungarsi in tecnicismi: abbiamo tutti un cellulare ed è un oggetto che abbiamo sempre a portata di mano, quindi parto dal presupposto che utilizzeremo questo strumento invece della reflex, meno pratica e immediata.
  1. la luce: evita il flash del cellulare come la peste (anzi, come il COVID!)! Guardati attorno e trova una finestra da cui entra una buona quantità di luce, meglio se filtrata da una tenda per attenuarla se troppo forte; inutile dirti che una tenda bianca-beige-grigia è molto più efficace di una gialla a rombi rossi gialli e blu! La luce del mattino o del pomeriggio inoltrato è la migliore, se hai un balcone, aspetta il momento in cui è in ombra (la luce diretta è complicatissima da gestire e quindi meglio evitarla).
  2. lo sfondo: se il tuo bimbo non sta ancora in piedi o seduto, meglio scegliere un letto o un divano con rivestimenti in tinta unita sui cui sdraiarlo, evitando colori accesi e vivaci. Se invece è più grandicello scegli un muro libero, ma fai SEMPRE attenzione a ciò che sta “dietro”. Less is more soprattutto negli sfondi, togliete scope, sedie, oggetti ammassati, nessun elemento dovrebbe comparire dietro la testa dei bimbi! Loro sono i protagonisti, il loro viso con tutte quelle espressioni così diverse, dietro la loro testa lo spazio dovrebbe essere il più libero e neutro possibile possibile.
    Piccola nota personale: tutto ciò vale per bimbi piccoli che ancora non camminano oppure per i più grandicelli che in qualche modo collaborano: se il tuo piccolo ha un’età indicativa tra i 12 mesi e i 3 anni bhè.. in bocca al lupo (in tutti i sensi)!

  3. il punto di ripresa: abbassati alla sua altezza (che fa bene pure per fare un po’ di squat!), oppure riprendilo esattamente dall’alto. Evita le riprese dal basso che mettano in evidenza le narici, cerca di non segar via articolazioni o piedi, concentrati su dettagli, primi piani o mezzi busti (così eviti anche lo stacco dello sfondo pavimento/muro, vedi punto 2).
    E ricordati che gli occhi sono la parte del viso che deve sempre essere a fuoco.
  4. l’abbigliamento: less is more dovrebbe essere la regola da seguire sempre. Stiamo fotografando i nostri bimbi, non un catalogo di abbigliamento, quindi meno vestiti avranno addosso e meglio è! E per 5 minuti, visto che fuori è primavera, possiamo anche togliere le calze ed evitare quei gommini colorati delle calzine antiscivolo non proprio estetiche (anche se pratiche!): pensa a quando riguarderai, tra qualche anno, queste foto: vorrai ricordati dei piedini polpetta di tuo figlio oppure delle calze che indossava?
  5. i colori: sembra scontato ma anche in casa é possibile fare un po’ di attenzione gestendola combinazione contesto domestico/abiti indossati. Pochi colori, il più coordinato possibile tra di loro, meglio evitare le fantasie, le scritte e i grossi disegni…
  6. l’interazione: non so se ci hai fatto caso, ma ogni volta che dici a tuo figlio “dai vieni che facciamo una foto”, quello scappa, oppure se dici “dai Giacomino sorridi”, ti fa la faccia da Wallace&Gromit con l’infilata di tutti i denti che si ritrova in bocca, sorriso buffo ma non di certo spontaneo… Il consiglio che ti posso dare è trovare il pretesto per stupire il tuo bimbo per un istante, tira fuori da dietro la schiena un pupazzo, fai un verso con la bocca che lui non si aspetta, oppure, se è più grandicello, fallo parlare, parlare e parlare di qualcosa che gli piace!
  7. il sorriso ma anche qualcos’altro: sono stupendi i bimbi che sorridono, ma il sorriso non è tutto! Gli esseri umani, ma i bambini in particolare, hanno una serie sconfinata di espressioni, tutte ugualmente degne di essere riprese e ricordate. L’importante è non forzare le reazioni (dai, fammi un sorriso!) perché quel sapore di “costrizione” in una foto si vedrebbe immediatamente. Assecondalo, osservalo, concentrati sullo sguardo, e quando ti piace: scatta. Oppure, semplicemente guardalo e basta: ti ricordi Sean Penn, nei panni di un avventuroso fotografo, in “I sogni segreti di Walter Mitty“?)
  8. il progetto: hai pensato ad una foto al giorno? ne farai tante, ma proprio una al giorno pensata potrebbe fare la differenza.
    Ti do degli spunti, se già non ci hai pensato: sempre nella stessa posizione ma con vestiti diversi, in modo da vedere i cambiamenti come i capelli che crescono ma anche l’altezza, oppure ogni giorno una parte del corpo da ricordare, ma anche un gesto al giorno: oggi la merenda, domani il risveglio, dopodomani il bagnetto… Oppure, se sono più grandicelli, la parola del giorno: cercate di conquistare una parola bella, fatela vostra per l’intera giornata e trovate il momento per rappresentarla, scrivendola su un foglietto da inserire nella fotografia del giorno.
    L’importante è che sia una, una sola importante pensata e scelta! Un piccolo progetto domestico, intimo e personale in testa potrebbe diventare uno stupendo ricordo condiviso DA STAMPARE che trasformerà, in futuro, questo isolamento in qualcosa di memorabile…

 

Spero di esserti stata utile: magari ogni tanto ripassa di qui perché non escludo di aggiornare a breve questo elenco di suggerimenti per fotografare i tuoi figli.

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Lisa